• mamytales

Lo svezzamento - come ho insegnato al mio bambino a mangiare!

Updated: May 13

You can read this article in English here.


Ed eccoci a parlare di svezzamento, un periodo stressante sia per i genitori che per il bambino. Di sicuro lo è stato per me, visto che trascorrevo la gran parte del mio tempo a casa col mio cucciolo.


Arrivato all’età di 5 mesi e mezzo, il pediatra ci ha raccomandato di iniziare lo svezzamento.


Prima di partire, avevo deciso di approfondire l’argomento così da capire esattamente di che si trattasse. Ho trovato diversi articoli sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) https://www.who.int/nutrition/topics/complementary_feeding/en/ , della Società Europea di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica (ESPGHAN) http://www.espghan.org/fileadmin/user_upload/guidelines_pdf/con_28.pdf e dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.2903/j.efsa.2009.1423 riguardo all’alimentazione complementare, prodotti alimentari, nutrizione e allergie, trovandoli molto utili. Raccomando di leggere ciò che queste Organizzazioni dicono a proposito di nutrizione.

Ciò che ho imparato è che, durante lo svezzamento, il bambino non ha bisogno di mangiare un’intera porzione di cibo, ma piuttosto ha bisogno di provare sapori tra loro diversi almeno fino al dodicesimo mese. Così, se all’inizio il bambino prende solo qualche cucchiaino di cibo, ciò è più che sufficiente. Un’altra cosa importante è dargli dei piatti semplici composti di pochi ingredienti, così che possa imparare a distinguere i diversi sapori.


Secondo ESPGHAN e anche il Comitato sulla Nutrizione dell’American Academy of Pediatrics, parrebbe che “non ci sia una prova definitiva che evitare, o ritardare, l’introduzione di alimenti potenzialmente allergenici oltre i 4-6 mesi riduca le allergie nei bambini considerati a rischio di allergie, né in quelli non a rischio”.


A 5 mesi e mezzo ho iniziato lo svezzamento con la frutta.


Mi sentivo molto ottimista. Nei primi giorni tutto è andato liscio: il mio bambino mangiava tutto, chiedeva la frutta e non potevo credere a quanto mangiasse. Mi ero illusa che amasse il cibo, e che io fossi semplicemente una mamma fortunata 😊.



Poi ho introdotto le verdure* e più tardi pesce, uova, yogurt e cereali. Amava tutto. Ero così felice!

* Seguendo un’abitudine tipicamente italiana, il pediatra aveva raccomandato di iniziare con le “pappe” all’età di 6 mesi. Le pappe sono sostanzialmente farina di cereali con brodo vegetale. In una prima fase le verdure sono escluse. Ho preferito non dare le pappe a mio figlio, ma iniziare piuttosto con una purea di verdure – senza cereali – perché tenevo a che lui familiarizzasse col sapore delle verdure.


A 6 mesi e mezzo ha iniziato a rifiutare il cibo. Intendo proprio che respingeva ogni tipo di cibo solido che gli proponevo. Niente verdura, niente frutta. L’unica cosa che accettava, intorno ai 7 mesi, era il semolino col latte. A questo punto ho aggiunto la frutta e le verdure schiacciate direttamente al semolino. Pensavo che tutto fosse risolto 😊.


Intorno a 8 mesi, il mio bimbo ha iniziato a rifiutare del tutto i cibi solidi: niente più semolino, frutta, verdura, pesce, carne. A questo punto ero in crisi. Sentivo che era colpa mia e che forse c’era qualcosa che non andava nei cibi che preparavo. Ho chiesto al pediatra di visitare il piccolo e di dirmi se tutto era ok. Dato che era in ottima salute, il pediatra mi ha chiesto di proporgli solo latte per i successivi 7 giorni, dandogli altri alimenti solo nel caso li avesse chiesti il bambino. Dopo soli 4 giorni di latte era nuovamente tornato curioso riguardo al cibo. Ha iniziato prima a mostrare interesse per uova e frutta, ed io gliene davo solo quando li chiedeva con insistenza.


Dato che ero in panico, ho iniziato a fare ricerche su google. Ho trovato un libro intitolato “Il mio bambino non mangia” di Carlos Gonzalez (è disponibile su Amazon qui: https://amzn.to/3b1ftsp , anche in Inglese: https://amzn.to/2ISbW3V ) e la mia percezione del problema è cambiata radicalmente. Ho compreso che il problema non era nel modo in cui cucinavo o nella consistenza dei cibi. Il problema era che insistevo sempre affinché finisse tutto ciò che era nel piatto, dato che per me era impossibile che non avesse abbastanza fame o che non volesse cibi solidi in un certo giorno. Anche quando gli spuntavano i dentini, insistevo col cibo.







Dopo aver letto questo libro la mia percezione dello svezzamento è cambiata radicalmente.

Ho capito che lo svezzamento non significa obbligare il nostro bambino a mangiare, ma insegnargli a farlo.


In italiano: https://amzn.to/3b1ftsp


In inglese: https://amzn.to/2ISbW3V






Dopo la lettura del libro, tutto ciò è cambiato. Ero più rilassata e non ho più insistito. Se non voleva cibi solidi, gli davo il latte. Ho anche iniziato a mangiare insieme a lui: quando mangiava la frutta la mangiavo anch’io, quando era l’ora del pranzo, pranzavamo insieme. Il risultato? Il mio bambino ha cominciato a mangiare nuovamente, ed era lui a dirmi di quanto cibo avesse bisogno.


Ora che ha 16 mesi, lui sa perfettamente se vuole o meno mangiare. Io non sono solita preparare più cibi alla vota da fargli scegliere. Lui sa che deve mangiare il cibo che ha nel piatto. Se lo rifiuta, allora gli propongo della frutta. Se rifiuta anche quella me ne faccio una ragione e non insisto.


Come genitori, dobbiamo capire che lo svezzamento non significa obbligare il nostro bambino a mangiare, ma insegnargli a farlo.



#smoothweaning #serenemomhappychild

#weaning #dontforceyourbabytoeat #CarlosGonzales #mychildwonteat #informedparents #nutrition #mamytales

 
 

©2020 by Mamytales

  • Facebook
  • Instagram