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L'importanza del folato prima e durante la gravidanza - Le risposte della nutrizionista.

Updated: Jun 10


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La gravidanza è un momento particolare sotto praticamente ogni punto di vista.


L’alimentazione, in questo periodo ma anche nei mesi precedenti durante i quali si programma il concepimento, deve rispettare raccomandazioni specifiche sia per i macro che per i micronutrienti. Tra questi ultimi, uno di grande importanza è il folato, o vitamina B9, in prima linea per il corretto sviluppo neuronale del feto.


I LARN indicano 6mg/gg di folato come quantità di assunzione raccomandata per le donne incinte, rispetto ai 4mg/gg raccomandati alle donne adulte. L’incremento è consigliato già a partire da (almeno) 1 mese prima della gravidanza (sempre per raggiungere i 6mg/gg di assunzione) perché questa vitamina regola l’attività mitotica (cioè il processo che porta, dalla divisione di una cellula “madre”, alla generazione di 2 cellule “figlie”. La mitosi coinvolge tutte cellule del nostro organismo, fatta eccezione per le cellule che hanno funzione riproduttiva).


Il folato inoltre contribuisce alla costruzione del DNA, e quindi alla trasmissione dei caratteri ereditari e, soprattutto, favorisce la corretta formazione del tubo neuronale del feto, prevenendo la sindrome della spina bifida che comporta gravi disabilità sia mentali che fisiche. Una corretta supplementazione di acido folico può ridurre fino al 70% il rischio di disturbi del tubo neurale.


Inoltre il folato aiuta a prevenire anemia e cardiopatie congenite ed abbassa del 50% il rischio di aborti spontanei. Negli ultimi anni si sta anche studiando il suo contributo nella riduzione dell’omocisteina, un amminoacido normalmente presente nel sangue, i cui alti livelli sono associati al rischio di infarto.


Dove possiamo trovare il folato o vitamina B9?


Troviamo la vitamina B9 nelle verdure a foglia verde (broccoli, lattuga, spinaci, carciofi, indivia, bieta, asparagi), nel fegato, nel latte, nelle uova, in alcuni frutti (arance, kiwi, clementine e limoni), nei legumi (fagioli e piselli) e nella frutta secca (noci e mandorle). Essendo una vitamina idrosolubile tende a disperdersi in acqua e per questo è consigliabile consumare questi alimenti crudi o a riutilizzare l’acqua di cottura.


Da non dimenticare che sono presenti sul mercato anche molti alimenti fortificati, ad esempio cereali da colazione, biscotti, fette biscottate e succhi di frutta.


Che succede se assumiamo troppo folato o vitamina B9?


E’ comunque importante attenersi alle indicazioni delle quantità adeguate perché un eccesso potrebbe mascherare un deficit della vitamina B12 (altra vitamina di fondamentale importanza) e, pare, possa favorire la genesi di cellule pre-cancerose e quindi l’insorgere di tumori maligni.


Per queste ragioni è fortemente raccomandato rispettare le dosi di assunzione giornaliera di vitamina B9.


Una curiosità:


Acido folico e folato sono due cose diverse, anche se questi termini sono comunemente utilizzati come sinonimi. Il primo corrisponde alla forma ossidata della vitamina, così come possiamo trovarla in formulazioni di integrazione, mentre il secondo è la forma naturale presente negli alimenti.


Articolo scritto da Priscilla Gerosa

Biologa Nutrizionista, Lecco, Italia

www.priscillagerosa.com


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